Il vino è un prodotto naturale e tale deve restare anche se è sempre necessario ricorrere a particolari trattamenti volti a preservarne l’integrità e la bevibilità. La naturalità, comunque, è la qualità che il consumatore percepisce come primo indice di prodotto migliore. Il vino origina dalla materia vivente, dalla cellula dell’acino d’uva, trasformata (fermentata) dapprima ad opera dei lieviti e poi dai batteri. Notevole dunque, è la complessità microbiologica del vino.

Tuttavia la natura crea il vino ma obbligatorio complemento di un vino buono è l’arte enologica; elementi imprescindibili per l’ottenimento di buoni vini sono l’esperienza, la buona pratica enologica, la conoscenza ed il rispetto delle regole della fermentazione; molto felice è l’espressione utilizzata dagli anglosassoni per individuare l’enologo: “wine maker”, inteso come somma delle figure del “cantiniere”, cioè dell’esperienza e della prassi e dell’enologo, ossia della scienza.

Il Vino dai tempi più antichi è una bevanda accattivante, dissetante, inebriante, seducente; rosso o bianco, secco o dolce, frizzante o fermo, sfuso o imbottigliato; berlo SENZA ABUSARNE mette tutti di buon umore. L’allegria di una cena tra amici con un ottimo vino non è equiparabile a una con qualsiasi altro tipo di bevanda.

Questo piccolo strumento, oltre a informarvi sulle fasi complete della trasformazione dalla vendemmia al prodotto finito, vi aiuterà a riconoscere un buon vino da uno scadente. Infine, un piccolo glossario vi guiderà nell’intricato e controverso mondo della degustazione diciamo così... casalinga, in modo da non sfigurare più di fronte a pseudo esperti del vino.